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	<title>Cristina Siccardi</title>
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	<description>Tradidi quod et accepi (1 Cor 15,3)</description>
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		<title>TV 2000, 22 maggio 2013</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 06:49:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 22 maggio, festa di Santa Rita, Cristina Siccardi parteciperà, dalle ore 16.49 alle ore 18.00, alla trasmissione &#8221;Cuore nei giorni&#8221;  di TV 2000, dove sarà presentato l&#8217;ultimo libro Rita da Cascia. La Santa degli impossibili (La Fontana di Siloe-Lindau); ma si parlerà anche dei libri scritti nel 1993, Madre Teresa alla conquista di Cascia. L&#8217;ineffabile avventura dell&#8217;erede di Santa Rita (Gribaudo Editore) e nel 2004, Santa Rita da Cascia e il suo tempo (San Paolo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: large;">Mercoledì 22 maggio, festa di Santa Rita, Cristina Siccardi parteciperà, dalle ore 16.49 alle ore 18.00, alla trasmissione &#8221;Cuore nei giorni&#8221;  di TV 2000, dove sarà presentato l&#8217;ultimo libro <strong><em>Rita da Cascia. La Santa degli impossibili </em>(La Fontana di Siloe-Lindau)</strong><em>; </em>ma si parlerà anche dei libri scritti nel 1993, <em><strong>Madre Teresa alla conquista di Cascia. L&#8217;ineffabile avventura dell&#8217;erede di Santa Rita</strong> (Gribaudo Editore)</em> e nel 2004, <em><strong>Santa Rita da Cascia e il suo tempo</strong></em> (San Paolo).</span></span></p>
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		<title>Santa Ildegarda su Tele Dehon</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 06:59:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tele Dehon presenta il libro di Cristina Siccardi  Ildegarda di Bingen. Mistica e scienziata (Paoline Editoriale Libri, 2012, € 16.00) http://www.teledehon.it/video_dettagli.asp?id_downloads=1956&#38;s_download_datains=&#38;s_download_titolo=&#38;s_id_programma=72&#38;%20#video]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tele Dehon presenta il libro di Cristina Siccardi <em> Ildegarda di Bingen. Mistica e scienziata</em> (Paoline Editoriale Libri, 2012, € 16.00)</p>
<p><a href="http://www.teledehon.it/video_dettagli.asp?id_downloads=1956&amp;s_download_datains=&amp;s_download_titolo=&amp;s_id_programma=72&amp;%20#video">http://www.teledehon.it/video_dettagli.asp?id_downloads=1956&amp;s_download_datains=&amp;s_download_titolo=&amp;s_id_programma=72&amp;%20#video</a></p>
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		<title>Dal Colosseo a Castel Sant&#8217;Angelo perché venga cancellata per sempre quella legge di sangue</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 07:18:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«La vita che difendiamo non è solo quella biologica e materiale, ma anche quella spirituale e morale dei bambini che devono nascere, delle famiglie e della società intera». Per realizzare ciò è necessario lottare contro la dittatura del relativismo che «impone leggi anti-naturali e anti-cristiane e colpisce e discrimina chi resiste a questo processo di degradazione morale», così ha affermato la Dottoressa Virginia Coda Nunziante all’apertura della Marcia per la vita, che domenica 12 maggio ha visto la partecipazione di &#8230;</p><div class="read_more"><a href="http://www.cristinasiccardi.it/?p=1951">read more</a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">«La vita che difendiamo non è solo quella biologica e materiale, ma anche quella spirituale e morale dei bambini che devono nascere, delle famiglie e della società intera». Per realizzare ciò è necessario lottare contro la dittatura del relativismo che «impone leggi anti-naturali e anti-cristiane e colpisce e discrimina chi resiste a questo processo di degradazione morale», così ha affermato la Dottoressa Virginia Coda Nunziante all’apertura della Marcia per la vita, che domenica 12 maggio ha visto la partecipazione di ben 40 mila persone, come dichiarato dagli organizzatori. È stato un vero trionfo di tutti coloro che amano la vita e la difendono, di tutti coloro che chiedono che venga al più presto abrogata l’infame legge 194 che permette l’omicidio degli innocenti, quella legge che la portavoce della Marcia, Coda Nunziante, ha ricordato che ha prodotto circa 6 milioni di vittime.</div>
<div style="text-align: justify;">Papa Francesco si è unito calorosamente a questa Marcia, parlandone all’<em>Angelus</em> di piazza San Pietro, invitando  «a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento» e al termine del <em>Regina Coeli</em> è andato incontro in papamobile ai manifestanti che percorrevano via della Conciliazione.</div>
<div style="text-align: justify;">La terza edizione della Marcia per la vita, che ha già dato il suo arrivederci al 4 maggio del 2014, ha avuto un’ampia eco sui media, anche sulle principali reti televisive e sulle prestigiose testate giornalistiche.</div>
<div>
<div style="text-align: justify;">La vita dovrebbe essere sacra per tutti, ma a maggior ragione per coloro che si professano cristiani. Nel 1978, quando venne emanata la 194, la Democrazia che si autodefiniva Cristiana non difese tale sacralità. Oggi, a distanza di più di trent’anni, migliaia di persone hanno marciato dal Colosseo a Castel Sant’Angelo perché sia cancellata per sempre quella legge di sangue.</div>
<div style="text-align: justify;">Il giorno prima, durante il Convegno sulla vita, che si è svolto all’Ateneo pontificio Regina Apostolorum, Monsignor Giampaolo  Crepaldi, Arcivescovo di Trieste, ha dichiarato: «Ritengo importante situare la riflessione sulla difesa della vita […] dentro la Dottrina sociale della Chiesa, ossia dentro il rapporto della Chiesa con il mondo. Perché in questo consiste il ruolo pubblico della fede cattolica, che non parla solo all’interiorità delle persone, ma esprime la regalità di Cristo anche sull’ordine temporale e attende la ricapitolazione di tutte le cose in Lui, Alfa e Omega. La regalità di Cristo ha un significato spirituale, certamente, ma ne ha anche uno cosmico e sociale. Senza questa dimensione pubblica, la fede cattolica diventa una gnosi individuale, un culto non del Dio Vero ed Unico ma degli dèi, una setta che persegue obiettivi di rassicurazione psicologica rispetto alla paura di essere “gettati” nell’esistenza».</div>
<div>
<div style="text-align: justify;">L’Arcivescovo ha affermato che «l’uso pubblico della ragione è di fondamentale importanza per il ruolo pubblico della fede cattolica. Questa, infatti, non trasferisce immediatamente il diritto rivelato nel diritto civile, ma si affida al diritto naturale, quindi al concetto di natura e di ragione pubblica. A quest’ultima spetta il compito di riconoscere l’ordine sociale come un discorso finalistico sulla convivenza umana. La  fede non si sostituisce alla ragione. Ma non la abbandona nemmeno a se stessa. Se non c’è ordine naturale non c’è ragione pubblica, se non c’è ragione pubblica non c’è dialogo pubblico tra ragione e fede. Se non c’è dialogo pubblico tra ragione e fede non c’è dimensione pubblica della fede cattolica. Se non c’è dimensione pubblica della fede cattolica non c’è la fede cattolica. Lo riscontriamo: man mano che la ragione si privatizza anche la fede si privatizza. Se il credente, quando entra nella pubblica piazza, deve rinunciare alle ragioni della propria fede, alla fine pensa che la propria fede non abbia ragioni. Ma senza ragioni viene meno non solo il versante pubblico della fede, bensì anche quello personale ed intimo. Ecco perché il tema della difesa della vita umana fin dal concepimento è fondamentale per mantenere e sviluppare il dialogo tra la ragione e la fede».</div>
<div style="text-align: justify;">Sul palco della Marcia è salito il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha denunciato, in un luogo di martirio come quello del Colosseo, l’attuale «strage degli innocenti» provocata dall’aborto. Inoltre hanno partecipato alla Marcia apolitica e aconfessionale parlamentari come Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni, Carlo Giovanardi, Maurizio Sacconi, Lorenzo Fontana, Eugenia Roccella, Stefano De Lillo, Olimpia Tarzia, Paola Binetti e Federico Iadicicco.</div>
<div>
<div style="text-align: justify;">Fra le personalità di spicco che sono intervenute all’inizio della Marcia ricordiamo Jeanne Monahan, Presidente della <em>March for Life</em> di Washington, e Lila Rose, attivista pro-life tra le principali avversarie dell’ente abortista <em>Planned Parenthood</em>. Tra i primi a partire, oltre a Nicholas Windsor, membro della famiglia reale inglese, convertito al Cattolicesimo e impegnato da anni in difesa della vita, c’era anche la figlia di santa Gianna Beretta Molla, Gianna Emanuela, che nacque perché sua madre decise di darla alla luce pur sapendo di morire.</div>
<div>
<div style="text-align: justify;">A sfilare per tutto il tragitto il Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica. La sera prima dell’evento, il Cardinale ha definito l’aborto «un vero crimine, anche legale, divenuto comune nella nostra società». Da qui l’urgenza di «purificare una società dominata dalla cultura di morte» e di «rivestirsi di Cristo attraverso preghiera e penitenza»; dunque «La nostra Marcia per la Vita procede dalla nostra adorazione eucaristica. La nostra fede non può restare chiusa nel tempio, ma deve esprimersi nella carità verso il prossimo. Occorre opporsi dunque a chi vorrebbe marginalizzare il cristianesimo e relegarlo alla sfera privata per ribadirne il ruolo legittimo nello spazio pubblico».</div>
<div style="text-align: justify;">Fra coloro che hanno preso la parola sul palco, prima che il corteo &#8211; costituito da famiglie, movimenti pro-life, sacerdoti, religiosi, religiose &#8211; si incamminasse, anche l’eroico Dottor Xavier Dor, classe 1929. È stato pediatra all’ospedale della Pitié-Salpétrière,  ricercatore di embriologia cardiaca all’INSERM, nonché fondatore e Presidente dal 1986 dell’Associazione SOS bambini.  Dor ha portato la protesta e la preghiera antiabortista in ospedali e cliniche, dove si pratica l’infanticidio. Proprio per la sua azione è stato perseguitato più volte per aver organizzato manifestazioni senza autorizzazione  e fu condannato, in particolare, dopo il 1993, quando fu emanata la legge contro il reato di ostacolo all’aborto legale: subì addirittura il carcere, scontando la pena a Bois d’Arcy nel novembre 1997 e visse la libertà vigilata nel gennaio 1998.</div>
<div>
<div style="text-align: justify;">Questa la sua toccante ed edificante testimonianza, che provoca le coscienze:</div>
<div style="text-align: justify;">«Io ringrazio profondamente Famiglia Domani  per avermi invitato a Roma, capitale della Cristianità e di avermi permesso di aver preso la parola. Desidero attirare l’attenzione sul più grave crimine che venga commesso contro Dio e contro noi stessi: l’aborto. Legalizzato quasi ovunque, le sue vittime, innocenti e piccole, si contano a miliardi. È il più grande flagello dei nostri tempi, e senza dubbio di tutti i tempi.</div>
<div style="text-align: justify;">Il nuovo vice presidente della Conferenza episcopale di Francia, il Vescovo di Montpellier, ha dichiarato, a proposito della legge che permette i matrimoni omosessuali: “La Chiesa non si può immischiare nelle leggi civili”.</div>
<div style="text-align: justify;">Possiamo mantenere il silenzio sul crimine ed il vizio? Come salvare i nostri bambini dalle menzogne e dall’ignoranza? Di fronte all’evidenza c’è un dovere di verità, di coraggio, di fedeltà, di vera libertà e di resistenza. Bisogna testimoniare.</div>
<div style="text-align: justify;">Dovrò presto comparire davanti alla giustizia per aver, negli uffici del <em>Planning Familial</em>, donato un paio di scarpette ad una donna che voleva fare un aborto. Il simbolo delle scarpette è fra tutti il più forte perché rappresenta la debolezza e la piccolezza dell’essere più prezioso al mondo per l’amore materno. Durante un precedente processo a Nanterre io ho ricordato queste scarpette. L’emozione fu grande. Le avvocatesse delle parti civili si sono immediatamente adirate. L’una ha detto: “Signora Presidente, queste scarpette sono d’una violenza estrema”, e l’altra: “Voi fate del terrorismo con queste scarpette!”. Tutta la sala ha riso, comprese le stesse esponenti della sinistra. Forse, dovrei offrire ai nostri vescovi,  un paio di scarpette?».</div>
</div>
<div></div>
<div style="text-align: right;">Cristina Siccardi</div>
</div>
<div style="text-align: right;"></div>
<div style="text-align: left;">Fonte:  <a href="http://blog.messainlatino.it">Blog Messainlatino</a></div>
</div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.cristinasiccardi.it/wp-content/uploads/2013/05/PIC_0161.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1953" title="PIC_0161" src="http://www.cristinasiccardi.it/wp-content/uploads/2013/05/PIC_0161.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></div>
</div>
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		<title>Rita da Cascia. La santa degli impossibili</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 09:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manutenzione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fontana di Siloe, 2013, € Figlia, sposa, madre, vedova, monaca agostiniana, mistica, taumaturga, Rita da Cascia (1381-1457) ha attraversato tutte le dimensioni femminili e ha fatto della sua esistenza un capolavoro cristiano. Vissuta in un’epoca segnata da forti contrasti politici e religiosi, nella quale abbondarono i santi, i letterati e gli artisti e la donna era chiamata a rappresentare l’equilibrio, la stabilità, la concordia e la maternità, Rita fu cercata, stimata, amata, apprezzata, ascoltata e incise enormemente nel tessuto &#8230;</p><div class="read_more"><a href="http://www.cristinasiccardi.it/?p=1935">read more</a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Fontana di Siloe, 2013, €</p>
<p style="text-align: center;"><a style="text-align: justify;" href="http://www.cristinasiccardi.it/wp-content/uploads/2013/05/rita-cascia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1936" title="rita cascia" src="http://www.cristinasiccardi.it/wp-content/uploads/2013/05/rita-cascia-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Figlia, sposa, madre, vedova, monaca agostiniana, mistica, taumaturga, Rita da Cascia (1381-1457) ha attraversato tutte le dimensioni femminili e ha fatto della sua esistenza un capolavoro cristiano.<br />
Vissuta in un’epoca segnata da forti contrasti politici e religiosi, nella quale abbondarono i santi, i letterati e gli artisti e la donna era chiamata a rappresentare l’equilibrio, la stabilità, la concordia e la maternità, Rita fu cercata, stimata, amata, apprezzata, ascoltata e incise enormemente nel tessuto sociale in cui operò.<br />
Partecipando, abbracciata alla Croce, alla Passione di Gesù, ha ottenuto una sovrabbondanza di grazie: è l’unica, fra i mistici della storia della Chiesa, ad aver ricevuto in fronte una spina della corona di Cristo.<br />
Le grazie e i miracoli che compie da 500 anni sono innumerevoli e continuano a essere registrati nel monastero dove visse. Per sua intercessione migliaia di persone sono state salvate nel corpo e nell’anima con guarigioni e conversioni straordinarie e per questo in tutto il mondo è conosciuta come «la santa degli impossibili».<br />
I suoi simboli sono le rose, l’uva e le api e ognuno di essi è legato a dei miracoli.<br />
A Santa Cruz, nello Stato brasiliano del Rio Grande do Norte, le è stata dedicata nel 2010 la statua cattolica più alta del mondo a riprova del fatto che il culto ritiano non conosce flessioni.</p>
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		<title>Moriondo Torinese, 10 maggio 2013</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 08:09:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cristinasiccardi.it/wp-content/uploads/2013/05/loc-don-bosco-moriondo_b20.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1908" title="Layout 1" src="http://www.cristinasiccardi.it/wp-content/uploads/2013/05/loc-don-bosco-moriondo_b20.jpg" alt="" width="567" height="802" /></a></p>
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		<title>Il &#8220;bene comune&#8221; negli studi di Giovanni Turco</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 08:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manutenzione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi si sente parlare spesso di «bene comune» a cui la politica e l’amministrazione della cosa pubblica dovrebbero tendere, ma restano chiacchiere vuote, anche perché non solo il «bene comune» rimane spesso un’utopia, ma non si conosce neppure il senso reale di tale concetto. Qual è il vero «bene comune»? Inoltre, proporre una riflessione sulla politica come scienza etica è ancora possibile? Giungono propizi due formidabili volumi di Giovanni Turco (docente all’Università degli Studi di Udine di Filosofia del diritto, &#8230;</p><div class="read_more"><a href="http://www.cristinasiccardi.it/?p=1920">read more</a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi si sente parlare spesso di «<em>bene comune</em>» a cui la politica e l’amministrazione della cosa pubblica dovrebbero tendere, ma restano chiacchiere vuote, anche perché non solo il «<em>bene comune</em>» rimane spesso un’utopia, ma non si conosce neppure il senso reale di tale concetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il vero «<em>bene comune</em>»?</strong> Inoltre, proporre una riflessione sulla politica come scienza etica è ancora possibile? Giungono propizi due formidabili volumi di Giovanni Turco (docente all’Università degli Studi di Udine di Filosofia del diritto, Etica e deontologia professionale, Teoria dei diritti umani) a rispondere a questi due cruciali quesiti. Entrambi i saggi sono pubblicati da Edizioni Scientifiche Italiane per la collana De re pubblica e portano, rispettivamente, per titoli: <em>La politica come agatofilia</em> (pp. 291, € 31.00) e <em>Della politica come scienza etica</em> (pp. 151, € 15.00). Con il primo testo viene argomentato il sano e logico recupero del senso metafisico del fare politica, che quasi sempre è trascurato, evidenziando come la politica possa essere intesa non come potere, ma come sapere filosofico che, in quanto tale, è costretto ad abbandonare quello scientifico, galileianamente inteso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il «<em>bene comune</em>», nell’orda di corruzione e scandali a cui la politica ci ha abituati attraverso l’alacre lavoro dei corrotti, della magistratura e dei giornalisti, è diventato questione centrale, al fine di legittimare l’esercizio del potere politico, direttamente o attraverso l’istituto della rappresentanza.</strong> Afferma il professor Turco: «<em>Tanto sotto il profilo dell’arte (e della virtù ad essa connessa) quanto sotto il profilo della scienza, la conoscenza del bene è essenziale per le attività che più propriamente evocano la specificità della politica. Si tratta dell’intelligenza di quel bene che coincide con il fine proprio dell’attività da compiere, del bene di coloro ai quali essa è rivolta, nonché del bene che consiste nei saperi, nei mezzi e nelle operazioni per portarla a compimento. È il bene proprio ed essenziale di ciascuna di tali attività (dalla ginnastica alla medicina, dalla nautica alla tessitura), il quale comprende la considerazione di ciascuno dei beni necessari, affinché il compito sia adempiuto e richiede al contempo che ognuno di tali beni sia ordinato al bene del tutto. Dove il tutto non indica un risultato (comunque ottenuto o di qualsiasi qualità), ma significa un culmine, ovvero una perfezione</em>» (<em>La politica come agatofilia</em>, <em>op.cit</em>., p. 6).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il bene perseguito da ciascuna arte e da ciascuna scienza</strong>, dunque anche dalla politica, non è imposto dall’artefice, ma si desume dal bene e dalla “bellezza” di ciascuna di essa; l’abile esecutore è dunque chiamato a seguire quel bene e/o quella bellezza intrinseche alle arti e alle scienze stesse; arti e scienze che sono ausiliarie della natura, il cui fine proprio è quello dello sviluppo e della guarigione di ciò che si è ammalato o corrotto: «<em>La loro deontologia deriva dalla loro teleologia</em>» (<em>ivi</em>, p. 7), dunque ogni artefice, compreso il politico, deve tendere al bene che costituisce la ragion d’essere dell’arte-scienza della politica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco allora, come afferma l’autore, l’autentica libertà dell’istruttore, come del medico, del capitano, del tessitore, del politico sta nella fedeltà e nella coerenza al proprio compito.</strong> Il grande nodo da risolvere della modernità è il divorzio che si è stabilito fra potere ed autorità e la riduzione dell’autorità al potere, il che conduce all’eclissi dell’autorità stessa, la quale si accompagna non ad una responsabile dilatazione della libertà, ma all’ipertrofia del potere. Nella misura in cui l’autorità si indebolisce, il potere, privo di autorità, si gonfia e si inasprisce, fino a caratterizzarsi nel modo onnivoro ed onnipervadente dello Stato totalitario moderno che aggredisce, in particolare, due istituti sociali, quello della famiglia e quello delle comunità locali (i municipi). La politica non può e non deve essere identificata con il mero potere, altrimenti essa non «<em>riesce a rispondere alla domanda sulla propria ragion d’essere</em>» (<em>Della politica come scienza </em>etica, <em>op. cit.</em>, p. 14).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La politica non può e non deve essere identificata con l’ideologicità</strong>, poiché l’ideologia «<em>assume come proprio dirimente il proprio punto di vista e null’altro, escludendo in radice ogni sua valutazione critica</em>» (<em>ibidem</em>). La politica non può e non deve essere identificata con la statualità, poiché lo Stato non assorbe in sé la socialità umana, né la storia di quel dato popolo.</p>
<p style="text-align: right;">Cristina Siccardi</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corrispondenzaromana.it">Corrispondenza Romana</a></p>
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		<title>sainte Catherine de Sienne et saint Pie V</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 09:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manutenzione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Ordre des Dominicains a donné à l’Eglise des personnages surprenants par leur foi, leur courage et leur autorité ; parmi eux sainte Catherine de Sienne (25 mars 1347 – 29 avril 1380) et saint Pie V (27 janvier 1504 – 1er mai 1972), dont on célèbre la fête liturgique les 29 et 30 avril (29 avril et 5 mai selon le calendrier traditionnel). La divine providence se choisit de fidèles serviteurs de Dieu pour réformer l’Eglise, comparable à un merveilleux &#8230;</p><div class="read_more"><a href="http://www.cristinasiccardi.it/?p=1928">read more</a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’Ordre des Dominicains a donné à l’Eglise des personnages surprenants par leur foi, leur courage et leur autorité ; parmi eux sainte Catherine de Sienne (25 mars 1347 – 29 avril 1380) et saint Pie V (27 janvier 1504 – 1er mai 1972), dont on célèbre la fête liturgique les 29 et 30 avril (29 avril et 5 mai selon le calendrier traditionnel).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La divine providence se choisit de fidèles serviteurs de Dieu pour réformer l’Eglise</strong>, comparable à un merveilleux jardin qui doit être continuellement entretenu et suivi. Voilà pourquoi, sur la terre, arrivent des jardiniers capables et formés à l’école de la sainte Trinité.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sainte Catherine comme saint Pie V appartiennent à la famille dominicaine, un Ordre qui est né pour répondre à l’hérésie cathare.</strong> Les « parfaits » cathares menaient une vie pauvre, austère, chaste, et pour ce motif recueillaient des adhésions en nombre. Une des raisons principales de leur succès parmi les classes les plus humbles, fut la propagande du paupérisme. C’est pourquoi saint Dominique de Guzmán décida d’organiser des communautés de prédicateurs vivant dans la pauvreté : « <em>Voici que je vous envoie comme des brebis au milieu des loups. Soyez prudents comme des serpents, et simples comme des colombes</em> » (<em>Mt</em> 10, 16).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Les dominicains se sont répandus dans toute l’Europe, et en particulier à Bologne</strong> (Italie) et à Paris (France) où se trouvaient les premières universités qui se développèrent grâce à l’apport de l’Ordre de saint Dominique.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La spiritualité dominicaine se fonde sur le Christ Rédempteur</strong>, cause méritoire du salut des hommes, et sur la dévotion mariale : Alain de La Roche et Jacques Sprenger furent les principaux artisans de la propagation du rosaire ; le père Marie Jean-Joseph Lataste œuvra pour faire insérer le nom de saint Joseph au canon de la messe. Les dominicains encouragèrent le pape Pie IX à proclamer saint Joseph patron de l’Eglise universelle. Ils eurent également un rôle important dans la diffusion de la dévotion aux âmes du purgatoire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Les œuvres de sainte Catherine et saint Pie V furent déterminantes pour le salut et la paix de l’Eglise.</strong> Catherine avait six ans quand Jésus lui apparut dans toute sa majesté, comme Souverain Pontife, avec trois couronnes sur la tête et un manteau rouge, et à ses côtés saint Pierre, saint Jean et saint Paul. Elle se mit au service de l’Eglise et, en particulier, du clergé et du pape.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elle a souffert d’une manière indicible pour la restauration de la société aux prises avec l’immoralité et les discordes :</strong> « <em>La France est en proie à la guerre civile ; l’Italie est livrée à des bandes d’aventuriers et déchirée par les luttes intestines ; le royaume de Naples est emporté par l’inconstance et la vie débauchée de la reine Jeanne ; Jérusalem est aux mains des infidèles et les Turcs avancent en Anatolie pendant que les chrétiens se font la guerre</em> » (F. Cardini, <em>I santi nella storia</em>, San Paolo, Cinisello Balsamo 2006, vol. IV, p. 120). La faim, la maladie, la peste, la guerre, la corruption, les vexations, les injustices… et le pape refugié à Avignon : les lettres que la mystique stigmatisée ose lui écrire, au nom de Dieu, sont pleines de feu et de chaleurs. L’ardeur de ses prières et la force de ses actions lui obtinrent des réponses positives.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Saint Pie V fut le pape de la Contre-Réforme, avec la bataille de Lépante, le catéchisme romain, le bréviaire et le missel romain.</strong> Le 11 avril 1567 il proclame docteur de l’Eglise le dominicain saint Thomas d’Aquin et un an plus tard les saints d’Orient : Athanase, Basile le Grand, Jean Chrysostome, Grégoire de Nazianze. Lors des guerres de religion en France, il apporte son soutien aux catholiques en lutte contre les huguenots ; en Angleterre il appuie Marie Stuart face à Elisabeth Ière, qu’il excommunie en 1570 avec la Bulle <em>Regnans in Excelsis</em>. Sa volonté fut inflexible pour conserver l’intégrité de la foi et défendre l’Eglise contre les erreurs, sachant accepter en retour de durs contrecoups.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avant de mourir il déclara aux cardinaux :</strong> « <em>Je vous recommande l’Eglise que j’ai tant aimée ! Elisez un successeur plein de zèle qui cherche uniquement la gloire de Dieu, et qui n’ait, ici-bas, d’autres intérêts que l’honneur du Siège Apostolique et le bien de la chrétienté</em> ».</p>
<p style="text-align: right;">Cristina Siccardi</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.correspondanceeuropeenne.eu">Correspondance Européenne</a></p>
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		<title>Le père Roger-Thomas Calmel</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 09:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manutenzione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[« L’esprit catholique diminuera rapidement, la lumière précieuse de la foi s’éteindra dans les âmes en raison de la corruption presque totale des mœurs. […] Dans le suprême moment de besoin de l’Eglise, ceux qui devraient parler resteront en silence ! […] A la fin du XIX siècle et pour la plus grande partie du XX, foisonneront  divers hérésies, et, sous leur puissance, la lumière précieuse de la foi s’éteindra dans les âmes […] », cela a été dit par la Vierge à &#8230;</p><div class="read_more"><a href="http://www.cristinasiccardi.it/?p=1924">read more</a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">« <em>L’esprit catholique diminuera rapidement, la lumière précieuse de la foi s’éteindra dans les âmes en raison de la corruption presque totale des mœurs. […] Dans le suprême moment de besoin de l’Eglise, ceux qui devraient parler resteront en silence ! […] A la fin du XIX siècle et pour la plus grande partie du XX, foisonneront  divers hérésies, et, sous leur puissance, la lumière précieuse de la foi s’éteindra dans les âmes […] </em>», cela a été dit par la Vierge à la Mère Mariana de Jesus Torres le 2 février 1634, à Quito (Equateur), quand la lampe du sanctuaire s’éteignît, laissant dans l’obscurité la chapelle du couvent de l’Immaculée Conception (les apparitions de Quito sont reconnues par l’Eglise).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cependant, comme sainte Marie Madeleine et saint Jean sont restés toujours à coté de Jésus</strong>, ainsi il existe des amis intimes de Dieu qui restent comme des veilleurs  fidèles, fermes et incorruptibles, auprès du tabernacle. Parmi ceux-ci, il y a certainement la merveilleuse figure du Père Roger-Thomas Calmel O.P. (1914-1975), un prêtre avec une solide formation thomiste, qui a laissé un enseignement extraordinaire de fermeté dans la foi et de vive compréhension des problèmes survenus dans l’Eglise suite aux idées illuministes, qui ont trouvé un terrain fertile à l’occasion des travaux du concile Vatican II.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avec lucidité et clairvoyance, illuminé par une vie intense de prières et de grâce, il a su expliquer les dynamiques révolutionnaires qui ont leur origine dans le libéralisme</strong>,  qui conduisent à construire une « Eglise-mirage » dans la tentative « œcuménique » de réaliser l’unité religieuse du genre humain, dispensée de renoncer au monde et à Satan ( comme, au contraire, l’enseigne Jésus), et invitée à vivre dans la liberté et la fraternité universelle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le Père Calmel explique comment à un moment de l’Histoire de l’Eglise, s’est fait sentir le besoin</strong> « <em>d’un renouveau biblique, ou liturgique, ou missionnaire, ou “laïque”, que ce renouveau soit dans l’air, voyez comment la révolution va s’y prendre pour le circonvenir, le capter, le falsifier.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong> On commence par écarter les chrétiens traditionnels et vivants qui allaient faire fleurir le renouveau dans la fidélité à la Tradition de l’Église</strong>; on met en place des révolutionnaires qui veulent le ressourcement contre la Tradition et l’Évangile contre l’Église; petit à petit on enseigne au peuple chrétien, affreusement dupé, à lire l’Écriture contre la théologie traditionnelle, à célébrer la liturgie contre l’adoration et le recueillement, à magnifier le mariage contre la virginité consacrée, à exalter la pauvreté évangélique contre la propriété privée, à devenir apôtre des incroyants en faisant abstraction de la foi et du baptême. Ce détournement incroyable, cet art de confisquer pour fausser est tout à fait essentiel à la révolution</em> » (P. Jean-Dominique, <em>Le père Roger-Thomas Calmel</em>, Clovis, Suresnes 2012, p. 314).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le Père Calmel qui n’a pas trahi et qui est resté au pied du Calvaire</strong>, sans s’embarquer vers d’autres horizons mondains plus attrayants (mais justement pour cela déprimants), réussit à réaliser une étude philosophique et théologique pétrie de réalisme et de mysticisme,  avec un regard sur le futur : ce que nous vivons aujourd’hui lui le prophétisa. Il affirma qu’avec le concile Vatican II qui ne condamna aucune erreur, « <em>l’erreur se donna libre carrière</em> » (p. 318).  « <em>Pour l’amour de Jésus</em> » il ne s’est pas fait entrainer par les courants nouveaux, très conscient que « <em>nous serons de plus en plus isolés</em> » (p. 318). Son exemple, sa cohérence spirituelle et intellectuelle, en ces temps de désorientation et de trouble religieux et morale, donnent cet enthousiasme et cette vigueur, qui reconduisent directement à saint Paul de Tarse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dans la <em>Brève apologie de l’Eglise de toujours</em></strong> (Difralivre, 1987), l’auteur, qui a écrit aussi une magnifique <em>Théologie de l’Histoire </em>(D.M.M., 1984), rappelle ce que sainte Thérèse de Lisieux affirma sur son lit d’agonie : « <em>Je voudrais vivre au temps de l’Antéchrist</em> » (p. 144) pour pouvoir combattre pour la vérité, cette vérité qui est, chaque jour, toujours plus étouffée. Merci aux maîtres comme le Père Dominicain Roger-Thomas Calmel, dont les enseignements  sont solides comme  le rocher et dont la prédication est un refuge ; le tabernacle continue d’être adoré, même dans les ténèbres.</p>
<p style="text-align: right;">Cristina Siccardi</p>
<p style="text-align: left;">Fonte: <a href="http://www.correspondanceeuropeenne.eu">Correspondance Européenne</a></p>
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		<title>Don Giovanni Bosco mistico</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 07:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manutenzione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hanno Scritto]]></category>

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		<description><![CDATA[San Giovanni Bosco, il celebre fondatore dei Salesiani e delle Suore di Maria Ausiliatrice, canonizzato da Papa Pio XI nel 1934, è una delle figure più interessanti e «seducenti» della storia della Chiesa, e sulla sua persona e la sua opera sono stati versati fiumi di inchiostro. Tuttavia, secondo Cristina Siccardi, storiografa e pubblicista, collaboratrice di importanti giornali e di prestigiose riviste, autrice del recente ampio volume Don Bosco mistico. Una vita tra cielo e terra (La Fontana di Siloe, &#8230;</p><div class="read_more"><a href="http://www.cristinasiccardi.it/?p=1904">read more</a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">San Giovanni Bosco, il celebre fondatore dei Salesiani e delle Suore di Maria Ausiliatrice, canonizzato da Papa Pio XI nel 1934, è una delle figure più interessanti e «seducenti» della storia della Chiesa, e sulla sua persona e la sua opera sono stati versati fiumi di inchiostro. Tuttavia, secondo Cristina Siccardi, storiografa e pubblicista, collaboratrice di importanti giornali e di prestigiose riviste, autrice del recente ampio volume <em>Don Bosco mistico. Una vita tra cielo e terra </em>(La Fontana di Siloe, pp. 402, euro 24,50), «a molti sembra di conoscerlo, pochi lo conoscono realmente». Scrive a questo proposito la Siccardi: «Da circa mezzo secolo lo si è dipinto come un assistente sociale, un imprenditore spregiudicato, un manager acuto, un anticipatore della moderna psicologia. Molti luoghi comuni sono stati inventati per stare al passo con i tempi e con questa operazione si è dimenticato chi sia stato realmente don Giovanni Bosco: un sacerdote inviato da Dio per donargli più anime possibile, per difendere il Sommo Pontefice e i diritti di Santa Romana Chiesa». Come è noto, nella sua missione il santo piemontese incontrò numerose avversità, a cominciare dalle defezioni avvenute tra i suoi stessi seguaci, i pericoli di morte, gli attentati. Ma niente poté mai fargli perdere la padronanza di sé, poiché vi era un soffio soprannaturale interiore che animava costantemente la sua azione. I punti cardinali della sua vita furono sempre la Santa Messa, la preghiera, la povertà e l’umiltà. La Siccardi avverte che quella da lei redatta «non è una biografia nel senso classico del termine, non c’è il susseguirsi, nella formula spazio-temporale, degli avvenimenti personali e pubblici, già ampiamente proposti da molti autori, ma si tratta di un percorrere la cause e gli effetti di un’esistenza interamente contrassegnata dalla Fede e dalla presenza del divino, nell’ordinarietà di un giovane, di un uomo e di un santo sacerdote che ha sperimentato ciò che può realizzare la Grazia e che fu in grado di infondere nei suoi figli il segreto dell’esistenza: “Tutto passa: ciò che non è eterno è niente!”». Al di là di ogni altra lettura che della sua esperienza è stata data, don Bosco fu prima di tutto e soprattutto un mistico, che Dio volle costantemente arricchire di profezie, sogni, visioni, miracoli, bilocazioni, capacità di leggere i cuori. Intelligente, acuto, sempre sereno, conquistava le persone grazie alla sua simpatia (aveva imparato i giochi di prestigio e le acrobazie dei saltimbanchi, e con essi attirava a sé i ragazzi e i contadini della sua terra, che però prima di tutto faceva pregare), ma soprattutto in virtù di una santità forte e schietta. Fondò oratori, scuole, chiese, non accettò mai compromessi e, come altri grandi santi mistici, lottò direttamente con il Diavolo. Per offrire questo ritratto per certi versi inedito la Siccardi attinge alle fonti originarie, le più attendibili. Ne emerge così una figura straordinaria, che prima di tutto e soprattutto si spese per difendere senza paura, con grande fede e ostinata risolutezza la religione cattolica e la Chiesa.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Book Antiqua;">Maurizio Schoepflin</span></span></p>
<p style="text-align: left;">Fonte: Toscana Oggi, 28 aprile 2013</p>
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		<title>Roma marcia per la Vita il 12 maggio</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 08:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manutenzione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia si è gia arrivati alla terza edizione della Marcia Nazionale per la Vita, che anche quest’anno si terrà̀ Roma, nella mattinata del prossimo 12 maggio. Preceduta, il giorno prima, da un convegno al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e da una veglia di preghiera nella Basilica di Santa Maria Maggiore, la Marcia per la Vita, partendo dal Colosseo alle 9 di domenica e concludendosi a Castel Sant’Angelo, attraverserà le vie della capitale. di Marco Tosatti In Italia si è &#8230;</p><div class="read_more"><a href="http://www.cristinasiccardi.it/?p=1911">read more</a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">In Italia si è gia arrivati alla terza edizione della Marcia Nazionale per la Vita, che anche quest’anno si terrà̀ Roma, nella mattinata del prossimo 12 maggio. Preceduta, il giorno prima, da un convegno al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e da una veglia di preghiera nella Basilica di Santa Maria Maggiore, la Marcia per la Vita, partendo dal Colosseo alle 9 di domenica e concludendosi a Castel Sant’Angelo, attraverserà le vie della capitale.</div>
<div style="text-align: justify;">
<div>
<div></div>
<div><em>di Marco Tosatti</em></div>
</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">In Italia si è gia arrivati alla terza edizione della Marcia Nazionale per la Vita, che anche quest’anno si terrà̀ Roma, nella mattinata del prossimo 12 maggio. Preceduta, il giorno prima, da un convegno al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e da una veglia di preghiera nella Basilica di Santa Maria Maggiore, la Marcia per la Vita, partendo dal Colosseo alle 9 di domenica e concludendosi a Castel Sant’Angelo, attraverserà le vie della capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le “Marce per la Vita” stanno assumendo una diffusione e una crescita di partecipanti notevolissima in tutto il mondo, anche se in genere i mass media non sono sensibili all’avvenimento. Le adesioni italiane sono già numerosissime, cosi come il sostegno dell’episcopato nazionale e di esponenti della Curia romana. Tante anche le adesioni di realtà̀ associative straniere, specialmente statunitensi. D’altronde, lo stesso mons. Carrasco de Paula, Presidente della Pontificia Accademia della Vita, ha dichiarato che “la Chiesa sostiene le marce in tutto il mondo”. Per sensibilizzare la politica, l’opinione pubblica e persino certi ambienti cattolici, , affermano gli organizzatori, è necessario riappropriarsi della piazza, dello spazio pubblico, “gridando a gran voce un secco e deciso no all’aborto e alla criminale legge 194, che in oltre trent’anni ha causato più di cinque milioni di morti”.</p>
<p style="text-align: justify;">E certamente non mancherà l’appoggio dei papa Francesco. Jorge Mario Bergoglio quando il parlamento argentino stava legiferando sul riconoscimento legale delle unioni omosessuali, ha scritto: “E’ in gioco l’identita e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. E’ in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. E’ in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori&#8230; Qui pure c’e l’invidia del demonio, attraverso la quale il peccato entrò̀nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioèl’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra”.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla Marcia parteciperà anche il cardinale americano Leo Raymond Burke. In un’intervista a “Lifesite.news” il porporato ha detto: “Credo che in alcuni posti ci sia grande esitazione da parte dei prelati a coinvolgersi in manifestazioni pubbliche. Quasi fosse percepita come una sorta di attività politica che un prete non deve intraprendere”. Ma secondo Burke la valtazione è diversa: “Non è una manifestazione politica per questo o quel candidato, non è politica di parte” ma la difesa di un bene che riguarda tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.lastampa.it">www.lastampa.it</a></p>
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