Matrimonio, quel vincolo chiamato libertà. L’unione di Fede, Speranza e Carità di Tancredi Falletti di Barolo e Juliette Colbert

Ed. La Fontana di Siloe, 2013, pagg. 312, € 24.00

Non sono frequenti le coppie di sposi perfettamente riuscite che sap­piano anche distinguersi per l’armonia e la capacità di prodigarsi, con i medesimi intenti, per il bene del prossimo. Fra esse è da annoverare quella composta da Tancredi Falletti di Barolo, ultimo erede di una fa­miglia fra le più importanti d’Europa, e dalla vandeana Juliette Colbert de Maulévrier. Tancredi, eccellente pedagogo, aprì nel 1825 il primo asilo infantile in Italia, e, in qualità di Decurione e Sindaco di Torino, realizzò imprese grandiose per il «bene comune»; Juliette si occupò particolarmente delle carcerate e contribuì in modo determinante alla riforma delle carceri in terra subalpina. Da laici fondarono, fatto raro nella Storia della Chiesa, due congregazioni religiose: lui le Suore di Sant’Anna, lei le Figlie di Gesù Buon Pastore. Già in vita erano chiamati «padre e madre dei poveri», ot­tenendo così quel titolo genitoriale che la natura aveva loro negato. Fede, Speranza e Carità sono state le coordinate costanti del loro vivere. Con i loro trentadue anni di vita comune, in cui tutto veniva condiviso, nulla celato e ogni cosa era messa al servizio di Dio, Tancredi e Juliette offrono una lezione esemplare e quanto mai necessaria alle sempre più confuse e squilibrate unioni di oggi e dimostrano che con un impegno ispirato e una volontà determinata si può davvero cambiare il mondo. Libro disponibile nelle librerie online

 

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