San Pio X. Vita del Papa che ha ordinato e riformato la Chiesa

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Una biografia completa, basata sugli scritti del Papa che volle riformare la Chiesa e indicare al mondo che l’unica strada di salvezza era “guardare a Cristo”. Cristina Siccardi ci conduce alla scoperta di una personalità tutta da riscoprire e sorprendentemente moderna, capace di parlare, al di là delle ideologie, anche all’uomo d’oggi.

Secondo la vulgata, il “Catechismo di san Pio X” sarebbe un “prodotto” nuovo ed originale. In realtà un uomo di Chiesa e di Tradizione come Papa Pio X nulla poteva inventare o rivoluzionare.

Infatti egli attinse al “Catechismo” di un vescovo di Mondovì, mons. Michele Casati, vissuto nel XVIII secolo, testo la cui stesura è da attribuire al venerabile Giovanni Battista Trona (1682-1750), eccellente direttore di anime: è questa una delle importanti sottolineature, compiute dalla dottoressa Cristina Siccardi nella sua opera San Pio X. Vita del Papa che ha ordinato e riformato la Chiesa (San Paolo, Cinisello Balsamo 2014, pp. 436, €25; ebook €12,99).

Altro aspetto inedito esaminato è la sua “salesianità”: non soltanto incontrò san Giovanni Bosco nel 1875 a Torino, non soltanto sostenne le sue opere, ma il Santo Pontefice divenne anche il primo cooperatore salesiano a salire all’onore degli altari.

Di particolare interesse per la lettura sono anche le notizie relative al fascicolo Pascendi ritrovato all’Archivio Segreto Vaticano, comprendente 300 fogli: contiene il manoscritto e le bozze della traduzione latina dell’Enciclica, ma anche altre carte riguardanti la sua preparazione.

Il primo documento è un autografo dal Papa (una pagina e mezza) ed evoca la situazione drammatica del momento:

«L’implacabile nemico del genere umano non dorme mai; anzi quanto più l’errore inseguito dalla verità è condannato a nascondersi e tanto più è da temersi per le pericolose imboscate dietro le quali non tarderà molto a ristabilire le sue batterie sempre micidiali. Per questo crediamo sia venuto il tempus loquendi».

Parole profetiche, capaci di un’attualità sconcertante, fotografando una situazione sostanzialmente immutata, se non per la crescente arroganza mostrata dal citato nemico, il diabolico modernismo, che proponeva e propone un’apostasia universale dalla fede e dalla disciplina della Chiesa.

Nella prefazione al volume di Cristina Siccardi, il card. Raymond Burke ben spiega quale sia stata la vera cifra del Pontificato di San Pio X ovvero l’Instaurare omnia in Christo, per «ricristianizzare la società aggredita dal relativismo liberale».

Il venerabile papa Pio XII, nel discorso di canonizzazione del santo predecessore, specificò: «La lucidità e la fermezza con cui Pio X condusse la vittoriosa lotta contro gli errori del modernismo attestano in quale eroico grado la virtù della fede ardeva nel suo cuore santo», ciò che affidò all’enciclica Pascendi Dominici Gregis, «documento teologico e filosofico più importante prodotto dalla Chiesa Cattolica nel XX secolo», come ha osservato il prof. Roberto de Mattei sull’agenzia Corrispondenza Romana.

Porta pertanto fuori strada il giudizio di Carlo Fantappié, pubblicato su L’Osservatore Romano, a proposito del libro di Gianpaolo Romanato, Pio X. Alle origini del Cattolicesimo contemporaneo, quando individua nella «riforma della Chiesa» la «cifra vera del suo Pontificato», poiché così non è.

Ma appare fuorviante anche l’affermazione dello stesso Romanato, apparsa sul quotidiano Avvenire del 24 ottobre 2013, secondo cui san Pio X sarebbe «il più incisivo riformatore dai tempi del Concilio tridentino», con riflessi «che arrivano al Concilio Vaticano II e anche oltre», come ha aggiunto su La Vita del Popolo del 27 ottobre 2013.

Con quest’enciclica – ha ben osservato Cristina Siccardi nel suo libro (p. 305) – il Papa Santo «condannò l’atteggiamento di certo clero, che si era posto sulla stessa linea del secolo». Condanna, che – ahimè – rende ancora estremamente attuale questo Pontificato, i cui peggiori nemici – ha scritto il prof. Roberto de Mattei – «non sono coloro che lo attaccano frontalmente, ma quelli che cercano di svuotare il significato della sua opera, facendone un precursore delle riforme conciliari e post-conciliari».

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Questo testo di Luigi Bertoldi è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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