Sentinelle nel post concilio. Dieci testimoni controcorrente

sentinelle post concilio(web)

Ed. Cantagalli, 2011, pagg. 160

Cosi’ Giovanni XXIII apriva il Concilio Ecumenico Vaticano II l’11 ottobre 1962. Purtroppo gli anni che seguirono furono meno splendenti di quel che ci si augurava, la ricezione del concilio piu’ difficile di quel che si sperava, eppure l’esaltazione di un certo ”spirito conciliare” ha caratterizzato la vita della Chiesa per quasi cinquant’anni. Lo stesso Paolo VI si mostro’ allarmato della situazione post-conciliare, poi Giovanni Paolo II e ora Benedetto XVI hanno piu’ volte messo in guardia da erronee interpretazioni. C’e’ il rischio pero’ che il dibattito sul Vaticano II rimanga solo in ambito specialistico, mentre la natura di queste derive pastorali e dottrinali e’ importante possa essere conosciuta da tutti, per questo la testimonianza di alcune grandi personalita’ puo’ essere utile. Si propone allora non un trattato teologico, ne’ storico, ma una specie di inchiesta da cui far emergere il ruolo di alcune ”sentinelle” che nel post-concilio hanno rappresentato una voce fuori dal coro. Personalita’ spesso controcorrente, etichettate con troppa facilita’: Eugenio Corti, Romano Amerio, Giovannino Guareschi, S. Pio da Pietralcina, P. Tomas Tyn, Don Divo Barsotti, P. Cornelio Fabro, il Card. Giuseppe Siri, Mons. Brunero Gherardini, Mons. Marcel Lefebvre, sono le ”sentinelle” tratteggiate da vari autori in questa breve indagine.

”Il concilio che si inizia sorge nella Chiesa come un giorno foriero di luce splendidissima.”

a cura di Francesco Agnoli e Lorenzo Bertocchi contiene un contributo di Cristina Siccardi su Mons. Marcel Lefebvre

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